La sentenza C-55/18 del 14 maggio 2019 della Corte di Giustizia UE porta delle grosse novità in materia di rilevazione delle presenze dei dipendenti.

La sentenza si esprime in merito ad un caso che vede come protagonisti un sindacato spagnolo e Deutsche Bank. Secondo il sindacato, era necessario adottare sul luogo di lavoro un sistema che potesse rilevare con precisione le ore lavorate dai dipendenti, cosa che invece l’azienda non era intenzionata a fare.

La Corte di Giustizia si è espressa a favore dei lavoratori, ritenuti parte debole nel rapporto di lavoro, e ha stabilito che tutti gli Stati membri debbano imporre alle aziende (piccole, medie e grandi, senza distinzione) l’obbligo di dotarsi di un puntuale sistema di rilevazione delle presenze dei propri dipendenti, che applichi criteri di oggettività, affidabilità ed accessibilità.

L’obbligo della registrazione dell’orario di lavoro è stato introdotto, infatti, con l’obiettivo primario di poter monitorare in modo oggettivo le ore effettivamente svolte dai dipendenti, eventuali straordinari, e per stabile con esattezza i turni minimi di riposo giornalieri e settimanali.

Cosa deve fare dunque un’azienda per ottemperare all’obbligo e gestire in maniera corretta le presenze dei lavoratori?

Risulta necessario dotarsi di un software specifico per questo compito, che non possa essere modificato o “manomesso” dall’esterno, e che possa essere utilizzato anche in caso ci siano dipendenti in smartworking, visto quanto questa modalità ha preso piede a causa dell’emergenza Covid-19. In tutto ciò, bisogna comunque prestare attenzione alla privacy del lavoratore, che deve rimanere una garanzia, rispettando le leggi già promulgate in merito.

In Italia, la situazione in materia di rilevazione presenze è variegata: solo una piccola percentuale di aziende si è già dotata di software appositi, mentre una fetta più consistente utilizza il badge elettronico come strumento di registrazione in presenza degli orari di entrata ed uscita. Addirittura, alcune imprese sono rimaste al cartellino cartaceo: si stima che circa il 39% delle aziende italiane non utilizzi ancora degli strumenti digitali per la rilevazione delle presenze, cifra che cresce fino al 69% se rapportata ai collaboratori esterni e freelance.

rilevazione presenze dipendenti

Che vantaggi ne traggono le aziende?

L’obbligo di rilevazione delle presenze non è un vantaggio soltanto per i dipendenti: anche le aziende ne possono trarre diversi benefici. I software più moderni, infatti, sono sviluppati per venire incontro sia alle necessità dei lavoratori che delle imprese. Qualche esempio:

  • Più efficienza nell’amministrazione del personale;
  • Riduzione degli errori nell’elaborazione delle paghe;
  • Più controllo sulla produttività;
  • Organizzazione precisa delle assenze (ferie, permessi, malattia);
  • Digitalizzazione dei dati.

Vuoi rispettare l’obbligo?

Scegli il software per la rilevazione delle presenze dei dipendenti più adatto a te, adeguati alla normativa e assicurati di non incorrere in sanzioni.

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